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Mai dire mai…O comunque mai dire mai più. Avevamo detto, avevano detto…E invece ecco un altro disco. Forse un po’ diverso dagli altri, ma a noi piace sperimentare, non abbiamo mai fatto un lavoro uguale all’altro. D'altronde con tutto il tempo che ci mettiamo per tirare fuori un lavoro ci mancherebbe pure che lo facessimo senza originalità. Comunque, questo disco contiene undici tracce (e infatti si chiama “Tracce”) che sono anche tracce di un percorso, un cammino, un’esistenza musicale e umana. Si tratta di canzoni scritte in epoche diverse, alcune note in una versione di più di venti anni fa, altre semplicemente mai registrate o cantate in pubblico. Tra le molto note c’è la mitica Masha, di cui nessuno sapeva come finisse il testo, perché l’unica registrazione disponibile era tronca.Grazie alla maniacale passione di Gabriele Marconi ci è stato possibile rinvenire il testo originale, scritto su una sua agenda del liceo. Ci sono altre canzoni della famosa “cassetta di Londra”, il boot-leg inascoltabile del 1981 che ha reso Marcello conosciuto a diverse generazioni. Per mantenere la sensazione originaria delle composizione abbiamo deciso di evitare filtri e artifici elettronici. La voce è sporca, a volte rotta o rauca, esattamente come voi l’avete sentita spesso nei concerti, occasionali stonature comprese. E’ forse un disco più vero: la chitarra è una chitarra, il sax è un sax, la voce una semplice e banale voce e poi tanto, tanto pianoforte. Ci sono pezzi scritti alla fine degli anni Settanta, altri frutto degli anni Ottanta e qualcuno anche di meno di dieci anni fa. Sembra incredibile ma è una vita intera, quasi trent’anni, di sensazioni in musica. La passione, i sogni, i dolori e gli amori sono tutti veri. Non c’è niente di artefatto, di comprato o di venduto, niente di commerciale e di commerciabile. E’ il passato? Il presente? Un altro imminente futuro? Chi può dirlo?