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Documenti per il Fronte della Tradizione - Fascicolo n.3
di R. Sermonti
36 pp.
"Conosci te stesso" è la frase che campeggia sul tempio di Apollo a Delfi, quale indicazione per riscoprire la scintilla divina che dimora nell'uomo. Trovare la propria identità - il proprio Sé - significa riportare al centro della propria vita quella parte di noi che riflette la stabilità celeste, chiamata in vari modi dalle diverse tradizioni. Questa, essendo un attributo divino, è fonte di Verità e Giustizia. Partendo dall'esperienza dell' ESSERE, che nel piccolo può essere percepita applicando virtù quali la costanza, la capacità di sacrificarsi, la presenza a sé stessi, il coraggio, l'onestà, etc... si capisce come le proprie possibilità non si limitano alla ricerca di semplici sensazioni di piacere o di benessere, ma alla riscoperta della parte più nobile dell'essere umano, quella spirituale. Per contro è facile constatare la miopia dell'uomo moderno che, avendo dimenticato la propria essenza ha perso la capacità di vedere le cose per quelle che realmente sono e il loro rapporto di priorità: ha perso il senso delle proporzioni. Per l'uomo di oggi, ad esempio ha un'importanza infinitamente maggiore il possesso di una bella macchina che la padronanza dì sé. E ciò che è peggio è che egli considera i suoi criteri dì valutazione perfettamente normali. E’ evidente, data la diffusione ormai capillare di questa "filosofia”, che non si può parlare propriamente di stupidità, ma piuttosto della conseguenza di una generale mancanza di punti di riferimento superiori. Cioè di quella luce senza la quale non si può che rimanere incantati dai miraggi del'Avversario. Una considerazione di questo genere è la condizione imprescindibile, crediamo, per poter comprendere questo scritto o, quanto meno, per poter essere stimolati a portare sul piano dell'azione le valutazioni personali che dovrebbero conseguire da questa lettura.