Julius Evola Dal dadaismo alla rivoluzione conservatrice |
||
|
|
||
| Prezzo:
€12.00
|
||
Autore: Patricia Chiantera-Stutte Pagine: 271
Questo saggio di Patricia Chiantera-Stutte (dottore di ricerca in Filosofia presso l'Università del Saarland) ricostruisce il percorso culturale e l'attività politica di Julius Evola, la figura intellettuale di maggiore rilievo della Destra radicale italiana ed europea, fra il 1919 e il 1940. L'opera si articola in quattro parti. "La prima - scrive l'Autrice nell'Introduzione - schizza un quadro delle vicende politiche durante il fascismo, sottolineando le spaccature all'interno del fascismo tra il fronte intransigente e i cosiddetti normalizzatori e descrivendo i tentativi di Mussolini di creare un fascismo universale. La seconda parte descrive la biografia di Evola, con particolare riguardo al periodo trattato. La terza parte considera il percorso intellettuale di Julius Evola e analizza la sua teoria generale. Questa parte si suddivide a sua volta in due capitoli: l'attività giovanile di Evola, e cioè il suo periodo artistico e filosofico, viene diviso dalla sua fase matura, in cui Evola giunge a una sintesi delle dottrine esoteriche e dei temi della rivoluzione conservatrice. La quarta parte descrive l'impegno politico e intellettuale di Evola durante questi anni ed è anch'essa suddivisa in due capitoli, rispondenti ad una periodizzazione cronologica. La campagna intransigente di Evola contro i normalizzatori, espressa negli interventi sulle riviste fasciste fino al 1929, anno del Concordato, viene separata dall'elaborazione politica più matura, in cui la critica estemporanea al fascismo dà spazio ad una riflessione più generale, che ingloba temi della rivoluzione conservatrice. Le conclusioni fanno il punto sull'atteggiamto di Evola nei confronti delle forme politiche a lui contemporanee e suggeriscono una nuova interpretazione della posizione politica di Evola". Il pensiero politico di Julius Evola, secondo Patricia Chiantera-Stutte, sarebbe il punto di incrocio tra la "concezione neoconservatrice di area tedesca" e "il pensiero esoterico tradizionalista francese". Nel tentativo di conciliare questi due filoni, Evola si inquadra nel processo di formazione di una nuova corrente della Destra europea che darà origine, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ai movimenti attuali della "nouvelle droite" e, in parte, a quelli della destra populista. "La vicenda biografica e intellettuale di Julius Evola - scrive l'Autrice - è paradigmatica di quella di un'intera generazione: egli fa parte di una generazione ribelle, abbraccia il futurismo, il dadaismo, la fede nelle dottrine spiritualiste ed esalta per un certo tempo il paradigma idealista, come punto finale e sviluppo perfetto della storia della filosofia. Durante la sua giovinezza egli condivide le aspirazioni e l'impeto distruttivo dei movimenti avanguardisti ed è un esponente dei gruppi giovanili artistici, in particolare del futurismo romano e del dadaismo". Quanto al ruolo del Barone durante il Regime fascista, Chiantera-Stutte ricorda che Evola "fu l'inventore di una forma spirituale […] di razzismo, una formula che "misurava" e classificava le caratteristiche umane "spirituali". […] A parte questo contributo alquanto marginale di Evola alla vicenda fascista, Evola fu più o meno ai margini della cultura e politica fasciste, fu piuttosto un "critico" del fascismo da un punto di vista più estremo […] che un letterato "di regime". Secondo Evola il fascismo avrebbe dovuto portare a termine la missione di colmare il vuoto spirituale creato dalla modernità".
|
||



























