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Contea...al Vittoriale 12 marzo 2005 DVD

Contea...al Vittoriale 12 marzo 2005 DVD


15,00 € tasse incl.

Disponibile in più di 7 giorni

( R.T.P. )


Autore: Contea

Anno: 2005 

Per che cosa una musica si potrebbe definire "identitaria"? Per un certo tipo di suono, per i testi, perché espressione di una comunità umana - verso la quale si pone come collante e come memoria, flusso vitale di appartenenza? Perché veicola identità o piuttosto perché la crea? Forse un po' l'insieme delle cose, fatto sta che una musica identitaria è certamente un qualcosa che produce relazione, ricerca radici, rinsalda e consolida una fisionomia dello spirito. I Contea,  il gruppo che corona oltre venti anni di esperienze musicali di Francesco Mancinelli, nella propria esperienza di laboratorio musicale teso alla ricerca, valorizzazione e soprattutto ri-contestualizzazione di brani di provenienza quanto mai disparata in un alveo comune, sono paradigmatici di un certo modo di essere identitari. Identità come tema di fondo: non come difesa di una qualche forma cristallizzata nel tempo e nello spazio ma altresì come ricerca dinamica, con un alto grado di capacità inclusiva e di confronto con l' "altro". E' questo il "Modern European Folk" proposto da Contea: un crogiulo dove è possibile vedere messi in relazione canti delle Insorgenze, folk tradizionale bretone, scozzese ed irlandese, musica alternativa e cantautori, con esiti inediti e coinvolgenti. Ci si può chiedere perché un gruppo di tali potenzialità sia restio a proporre musiche proprie, ma in effetti a vedere i sette "contei" in azione nella dimensione del concerto, si comprende l'intento "spersonalizzante" che Contea vuole dare alla musica, togliendola ovvero dalla dimensione di prodotto artistico individuale ed offrendola come momento "corale" e plurale di incontro comunitario. 
Con questi presupposti dovrebbe essere facile immaginare gli effetti combinati di un concerto di Contea in un luogo magico come il Vittoriale di D'annunzio: un evento potente, culturalmente ricco e di sapori forti, cui è stato possibile assistere il 12 marzo grazie allo spirito di iniziativa del Laboratorio Area 27, associazione culturale non nuova ad eventi del genere. Impeccabile la presentazione e l'organizzazione della serata, dedicata al compianto Cristian Pertan, ricordato anche da una folta delegazione della Venezia Giulia, di Pordenone, Gorizia e Trieste. Sullo sfondo del palco le bandiere di Istria e Dalmazia, la foto di Cristian e la bandiera del FdG appartenuta a Sergio Ramelli. Un insieme di suggestioni e di emozioni che ha subito imposto il rispetto della sala. Il tutto si è consumato in 3 intense ore nell'auditorium del Vittoriale, letteralmente sotto l'aereo della beffa di Buccari dal quale il Vate partì per il famoso raid su  Vienna, magicamente sospeso sulla sala. 
Il concerto è stato preceduto dalla visione del DVD "Tutto per La Patria", del tutto in tono con il contesto, per poi lasciare lo spazio a Contea introdotti da una azzeccata lettura de "L'incontro con Ulisse" di Gabriele D'Annunzio.  
I Contea. Chi segue da tanto tempo gli spezzoni di musica non conforme più vicini alla ricerca folk si potrebbe stupire del livello raggiunto dal gruppo romano. Sarà stata l'ambientazione, il pathos creato dal pubblico, sarà stata l'alta qualità della musica, il concerto si è rivelato un crescendo continuo, che ha visto alternarsi letture di poesia a gighe, canzoni tradizionali a repertorio militante, coinvolgendo il pubblico nel profondo. Mancinelli nel presentare le canzoni ha poi avuto modo di aggiustare il tiro su alcune delle tematiche trattate, quali l'insurrezione di  Vandea o quelle del Meridione d'Italia, chiarendo come detti fenomeni vadano letti come vere e proprie "guerre di popolo", legati al profondo del concetto di appartenenza e a un invisibile filo rosso di ribellione -innanzitutto spirituale -, e non piuttosto come beceri fenomeni di codinismo reazionario. Appropriata anche la scelta della scaletta in cui accanto ad "Altaforte" o ai brani de "Il Campo dei Ribelli" hanno trovato posto anche canzoni di Morsello e "Le donne non ci vogliono più bene". L'idea che questo folk sia "modern" puntualizza una volontà di intervento nella materia musicale che viene così riattualizzata e fatta propria anche nella scelta degli arrangiamenti. Ecco dunque preziosi accostamenti di arpa, violino e chitarra, accompagnare suoni di fiati di una purezza quasi filologica, ecco il set dei sette divenire flessibile e assecondare il copione fino a ridursi se necessario al solo Mancinelli come nell'esecuzione di Generazione 78. Bravi, senza alte parole. Un plauso al Laboratorio Area 27 per la serata indimenticabile e nella speranza di vedere al più presto la testimonianza dell'evento in DVD.

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