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Primo schema costituzionale per uno Stato dell'Ordine Nuovo

Primo schema costituzionale per uno Stato dell'Ordine Nuovo

[Riedizione] Documenti per il Fronte della Tradizione - Fascicolo n. 9.

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4,00 € tasse incl.

Disponibile in più di 7 giorni

( Raido )


Documenti per il Fronte della Tradizione - Fascicolo n. 9

di A. Romualdi, R. Sermont, con introduzione di P. Rauti

75 pp.

Riedizione, sotto una nuova veste, del fascicolo n.9, racchiuso per la prima volta in una speciale collana: "Soldato Politico".


Questo schema costituzionale, redatto e commentato da Rutilio Sermonti, fu pubblicato nel 1970 sul secondo numero della rivista Ordine Nuovo. Pur apparendo, a primo impatto, una lettura ostica, data la sua forma schematica e la sua terminologia giuridica, lo scritto in questione sollecita riflessioni di non poco conto. I riferimenti ai valori ed ai principi tradizionali affiorano continuamente nelle “dichiarazioni” che compongono questo schema costituzionale. Il principio della gerarchia, presupposto fondamentale di una società tradizionale, è anche il presupposto dello Stato dell’Ordine Nuovo che Rutilio Sermonti ipotizza, e questo Sato “ha il dovere di garantire l’ordinato sviluppo spirituale, sociale, economico e tecnico dei suoi cittadini”.
Allo scritto di Sermonti, fa seguito la risposta e l’arricchimento da parte di Adriano romunaldi, il quale sul numero tre di Ordine Nuovo chiese di pubblicare la stesura di un suo documento dal contenuto analogo.
Riproponendo questi scritti, a distanza di anni, vogliamo testimoniare l’importanza che ancora riveste per tutto l’ambiante tradizionale il discorso di Stato.
È bene però ricordare a quanti oggi svolgono la loro azione sul piano politico, che ciò che veramente conta ed è essenziale è la formazione di “Uomini Nuovi”.
Già Julius Evola in Orientamenti affermava a questo riguardo:”… se uno stato possedesse un sistema politico o sociale che in teoria valesse come il più perfetto ma la sostanza umana fosse tarata, ebbene, quello Stato scenderebbe prima o poi a livello delle società più basse, mentre un popolo, una razza capace di produrre uomini veri, uomini dal giusto sentire e dal sicuro istinto, raggiungerebbe un alto livello di civiltà e si terrebbe in piedi di fronte alle prove più calamitose anche se il suo sistema politico fosse manchevole e imperfetto”.

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