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Logica della Socializzazione

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[Riedizione] Documenti per il Fronte della Tradizione - Fascicolo n. 26

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( Raido )


Documenti per il Fronte della Tradizione - Fascicolo n. 26

di R. Sermonti

35 pp.

Riedizione, sotto una nuova veste, del fascicolo n.26, racchiuso per la prima volta in una speciale collana: "Soldato Politico".


 

Questo scritto di R. Sermonti testimonia la confusione esistente negli ambienti della destra radicale su tematiche importanti, tra queste indubbiamente la "questione sociale ".
Per molti, questa preoccupazione è l'aspetto politico più importante da doversi risolvere primariamente. Noi invece, siamo d'accordo con Julius Evola quando su "Gli uomini e le rovine " scrive: "non il valore dell'uno o dell'altro sistema economico, ma quello dell'economia in genere va posto in questione " ed ancora a proposito della differenza tra capitalismo e marxismo affermava che l'antitesi vera "è quella esistente fra un sistema nel quale l'economia è sovrana... e un sistema nel quale essa è subordinata a fattori extraeconomici ".
Rimettere le cose a posto significa pensare che non il piano economico o sociale determina il "progresso" umano, ma la riconquista della spiritualità da parte del singolo individuo e di conseguenza dell'intero popolo. Il contributo politico riscontrabile nella dottrina sociale del Fascismo è proprio nella tensione ideale che unisce lavoratori e imprenditori nella realizzazione del bene comune. Nella visione corporativa, all'interno delle aziende lo sfruttamento e l'ipocrisia sono messi al bando, il fulcro della produzione non è più il profitto, ma si lavora per apportare benefici al bene comune rappresentato dallo Stato.
Dal corporativismo del "ventennio" si passò, con una accelerazione giustificabile dal momento storico, alla socializzazione della RSI, con i famosi diciotto punti di Verona. Questa concezione politica, che esaltava prima la corporazione e successivamente la socializzazione, presuppone primariamente che l'uomo possiede una sua dignità, che non va calpestata o sminuita. Il lavoratore non è considerato come un semplice meccanismo del processo produttivo e consumistico, bensì è l'Uomo Integrale che ha una visione spirituale della propria vita.
Fuori da questa visione non vi può essere corporativismo, non vi può essere socializzazione! Il pregio del Fascismo fu quello di comprendere che in un mondo che stava rapidamente cambiando il centro della dottrina politica doveva essere l'uomo nella sua integrità: integrità fisica, psicologica e spirituale. Rutilio Sermonti, quindi, definisce in questo agile scritto l'importanza che devono avere per uno schieramento politico le idee sulla "questione sociale ", che sono scaturite con il Fascismo. Egli si augura, e noi con lui, che queste idee vengano riprese e approfondite senza gli equivoci che finora hanno creato sterili divisioni e confusioni.

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