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La Società Agricola di Mutuo Soccorso Savoia

La Società Agricola di Mutuo Soccorso Savoia

Autori: Benito Allatta e Lorella De Meis

Pagine: 80

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9,00 € tasse incl.

Disponibile in più di 7 giorni

Autore: Noctua

Titolo completo: La Società Agricola di Mutuo Soccorso Savoia

Autori: Benito Allatta e Lorella De Meis

Pagine: 80


Il libro: Edito dalla Noctua, il libro La Società Agricola di Mutuo Soccorso Savoia di Benito Allatta e Lorella De Meis, è un lavoro legato alla territorialità di Roccagorga del secolo scorso. Il fenomeno associativo locale rappresenta tutte quelle organizzazioni di lavoratori che sull’intero territorio nazionale rivendicarono condizioni di lavoro dignitose affrontando spesso la repressione militare, come risposta dello Stato liberale.

Il lavoro si inserisce in uno spaccato dell’Italia Giolittiana del 1913, quando gli effetti del liberismo economico erano stati tali, da imporre condizioni di sfruttamento estremo, sottomissione e emigrazione su tutta la popolazione non organica al sistema.

In un contesto difficile, di miseria, di ignoranza e ricattabilità, i contadini, uniti nella Società di Mutuo Soccorso, erano riusciti con la redazione del loro Statuto  ad immaginare una diversa e possibile dinamica interpersonale, animata da uno spirito interclassista. Ripensare i rapporti tra di loro e quelli con i padroni delle terre diede vita ad un progetto per l’elevazione morale e materiale dei lavoratori della terra.

La necessità di costituire una società agricola di mutuo soccorso derivò da un insieme di situazioni locali e nazionali. L’annessione forzata al Regno d’Italia del territorio laziale, in cui si trova questo piccolo paese dei monti Lepini, lo coinvolse in tutti gli aspetti negativi per gli aspetti politici, sociali ed economici della nuova Istituzione.

L’estensione della legislazione, già vigente negli altri territori del regno, da quella fiscale a quella dell’organizzazione amministrativa, da quella elettorale a quella militare, determinano nell’arco di in un trentennio, il lento, progressivo e inesorabile decadimento del territorio, sul quale, inoltre, venne a mancare il supporto solidale a sostegno dei poveri, da parte delle istituzioni dell’ex Stato della Chiesa, Confraternite ed Opere Pie, accorpate dallo Stato liberale e gestite dalla Congregazione di Carità.

I Doria Pamphili, padroni della maggior parte delle terre del paese, legati per matrimoni alla nobiltà britannica, aderirono al sistema politico ed economico del nuovo regno, divenendo intoccabili dal punto di vista giudiziario. Da lungo tempo, il contenzioso in atto tra la nobile famiglia e la popolazione di Roccagorga, causato dal mancato rispetto di una Transazione avvenuta nel 1751, non riusciva a trovare soluzione per il ripristino degli usi civici, ancora più lontani con la nomina del sindaco del paese ad amministratore delle terre del principe.

L’impossibilità di trovare lavoro lasciava l’unica prospettiva dell’emigrazione: in molti sostennero più viaggi negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Il contatto con realtà estere diverse fece comprendere ai contadini come la loro atavica sottomissione al potere locale poteva essere messa in discussione e l’esistenza di altre realtà possibili.

Il contatto con le organizzazioni del mutuo soccorso all’estero, convinse gli emigrati di ritorno a costituirne una a Roccagorga, come previsto dalla legge del 1886, con il nome di Società Agricola di Mutuo Soccorso Savoia per sfuggire alla inesorabile usura sui semi, che si estendeva all’acquisto delle merci e sul prestito di denaro, con un progetto di riorganizzazione del sistema economico del paese che aveva alla sua base la persona e non il mero profitto.

In tutto il percorso  dei soci della Società Agricola Savoia, si evincono quegli elementi di proto fascismo, espressione efficace utilizzata da Antonio Pantano in altro riferimento, che troveranno il riconoscimento della dignità del lavoro e della persona a partire dai primi interventi legislativi del 1923, nella successiva Carta del Lavoro e in tutti gli altri provvedimenti nell’arco del Ventennio.

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