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L'odissea di Mussolini

L'odissea di Mussolini

Da Palazzo Venezia a Rastenburg

Autore: Alberto Bertotto; 
Anno: 2010; 
Pagine: 510

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Autore: Greco&Greco

Titolo completo: L'odissea di Mussolini. Da Palazzo Venezia a Rastenburg
Autore:
Alberto Bertotto
Anno
: 2010
Pagine:
510


Il libro: È un Mussolini più umanamente abbordabile quello che ci appare quando ne analizziamo i comportamenti durante la sua prigionia per volere del Re, Vittorio Emanuele III, e del primo Ministro Pietro Badoglio, sull’isola di Ponza, in quella sarda della Maddalena o sul Gran Sasso d’Italia in Abruzzo. Un uomo comune, un po’ più coraggioso dei pavidi e un po’ meno remissivo degli inermi. Dal dialogare con coloro che sono stati i suoi custodi, emerge un Duce, o meglio un ex Duce, socievole, ragionevole, ubbidiente e rispettoso delle prerogative altrui. Prima della prigionia queste sfumature caratteriali del capo del fascismo erano note soltanto a poche persone. Forse aveva ragione sua moglie, Rachele, quando ha detto: “Benito sembrava un leone, ma sotto sotto era soltanto un agnello”. Le fa eco Benedetto Croce quando ha affermato: “Mussolini era un povero diavolo”. Liberato da Hitler per interesse e non per afflato cameratesco Mussolini, sorretto dalle baionette tedesche, è diventato “Il Borgomastro di Gargnano”, un dittatore dimezzato, umile e dimesso, ma pur sempre un dittatore a cui alcuni vogliono dare il merito di aver impedito che i nazisti saccheggiassero il patrimonio industriale delle regioni peninsulari non ancora liberate dagli angloamericani. Il suo sarebbe stato un sacrificio per la salvaguardia dei beni nazionali, come se l’abnegazione non facesse parte del fardello di obblighi che aveva colui il quale s’era impegnato a governare, senza essere stato eletto (si badi bene), quella parte degli italiani che, per sfortuna loro, risiedevano ancora al nord della linea gotica. Se c’è un fardello pesante da portare, chi governa lo porta per primo e se ne libera per ultimo.

 

DAL TESTO - “Quando uno si accinge a raccontare quello che è successo a Mussolini dopo il suo arresto avvenuto nella residenza estiva del Re, la romana villa Savoia, il 25 luglio 1943 deve lavorare con l’accetta. È obbligato a disboscare una foresta vergine di aneddoti così ingegnosamente inventati che sembrano veri o così mostruosamente veri che sembrano falsi, oppure così grossolanamente esagerati che sembrano falsi anche se sono sostanzialmente veri. Sia detto qui, a chiare lettere, che nel dare alle stampe questo libro non ho affatto avuto la presunzione di raccontare fatti o circostanze ignorate o inedite o, comunque, di aggiungere alcunché di nuovo alla straripante infinità di studi, di saggi e di rievocazioni che hanno riempito la storiografia del periodo che ha visto la fine del fascismo. Nemmeno Ruth, la diligente spigolatrice della Bibbia, riuscirebbe più a trovare una sola spiga di grano rimasta intatta dopo il passaggio di tanti provetti mietitori! Bisogna, altresì, sempre tener presente quanto ha detto Voltaire: “La Storia è una menzogna convenzionale: qualche avvenimento si è certo verificato, ma mai come esso è stato in seguito raccontato”. Come fa uno a orientarsi su Mussolini se non fissa bene e non tiene costantemente presenti le linee fondamentali, il profilo, per così dire, della sua psicologia? Questo libro, più psicologico che storico-politico, tenta di rispondere alla domanda: Mussolini al declino è stato un grande uomo che ha lasciato qualcosa dietro di sé che meriti di essere ricordato? La risposta è: dal punto di vista umano, certamente sì. Si tenga, però, presente che per diventare un grande uomo bisogna essere, innanzitutto, un grande attore. E il Duce lo era. Forse sarebbe meglio dire che era un personaggio che ha dovuo cercare gli autori per recitare la parte dell’uomo a cui voleva a tutti i costi sembrare. Ed ecco che allora possiamo capire chi è stato veramente Mussolini: proletario di nascita, socialista per emulazione paterna, concubino per vocazione, rivoluzionario per sentimento, antisemita per obbligo, guerrafondaio per convenienza e dittatore per natura”.

 

L'AUTORE - Nato a Biella il 05/03/1945, Alberto Bertotto si è leaureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia. Ha successivamente conseguito la specialità in Clinica Pediatrica e in Puericultura. Ha lavorato prima come Ricercatore Confermato e poi come Professore Associato di Pediatria presso l'Università degli Studi di Perugia. Oltre a svolgere attività didattica ha pubblicato più di 250 lavori scientifici la maggiorparte dei quali sono stati stampati su riviste di carattere internazionale.

 

INDICE DELL'OPERA - Introduzione – Capitolo I. Da Palazzo Venezia alla reale villa Savoia - Capitolo II. Da villa Savoia all’isola di Ventotene e poi quella di Ponza - Capitolo III. Dall’isola di Ponza a quella sarda della Maddalena - Capitolo IV. Dall’isola della Maddalena al Gran Sasso d’Italia - Capitolo V. Dal Gran Sasso d’Italia a Rastenburg - Bibliografia

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