Pubblicato il 18 maggio 2018

Escursione sui Monti Aurunci (13.05.18) – recensione

geo-1(www.georientamenti.org) – 18/05/2018 – Siamo diretti sui monti Aurunci, catena ricca di itinerari interessanti e suggestivi. È una zona non tanto gettonata dagli escursionisti romani, forse per la distanza dalla capitale, forse perché le quote non sono così alte, forse perché molti dei sentieri non sono segnati come si conviene.
 Anche noi ci andiamo di rado e la motivazione è la distanza dall’Urbe, ma ogni tanto torniamo su questi monti ricchi di storia antica e recente dalla tradizioni popolari le cui tracce si ravvisano ancora numerose.

geo-2Domenica 13 Maggio, numerosi arriviamo ad Esperia dove l’amico residente in zona ci ha dato appuntamento per poi proseguire.
Radunati tutti facciamo un ultimo tratto di strada con le auto fino al punto di partenza del sentiero con destinazione Monte Petrella  passando per Monte Cavecce e Monte Forte.

Viene illustrata la cartina e la bussola anche ai più giovani, i quali essendo “nativi digitali” sono meno adusi a curve di livello e cartografia in genere. Il nostro amico, che oggi ci fa anche da guida, dispensa brevi insegnamenti su nozioni base di orientamento. Infine, come ulteriore premura, mostra un GPS dove ha inserito i punti di riferimento per questa escursione.
Ci inoltriamo nel bosco dove inizialmente troviamo diversi castagni tra le numerose querce, poi prevalgono i faggi.  Quasi subito incrociamo due raccoglitori di funghi sulla via del ritorno con il loro cesto ben pieno, saranno le uniche persone che incontreremo in tutta la giornata.

geo-3Il sottobosco, ben umido dopo le recenti piogge ci regala dei profumi straordinariamente intensi. Distese di salvia in alcune radure e pendii che attraversiamo sprigionano il tipico odore di questa pianta.
Siamo felici davvero della natura che respiriamo. Siamo colpiti anche dai tappeti di muschio che avvolgono tronchi e rocce. Soffici, rigogliosi ed estesi come di rado si incontrano, ipotizziamo che sia dovuto alle copiose recenti piogge.
Per via della roccia carsica si incontrano anche sporadiche aperture di doline.

L’escursione procede serena senza eccessivo chiacchericcio. Dalle nuvole basse sempre più frequentemente filtra la luce del sole che riverbera tra le fronde dei faggi creando un incanto di splendore e stupore.
Dopo 3 ore siamo in procinto di risalire l’ultimo pendio per Monte Petrella quando uno dei ragazzi fa bella mostra di una scarpa con la suola quasi completamente staccata.
Questo imprevisto ci porta a decidere di fare dietrofront sperando che la suola regga fino alle auto. Non senza prima concederci un piacevolissimo pic-nic in una radura circondata di asfodeli.

geo-5La nostra guida ha una spiccata predisposizione per i fuori sentieri, incoraggiata sia dalla estrema conoscenza del territorio che dall’effettiva buona praticabilità del terreno scevro di qualsiasi pericolo.
Questa modalità di incedere comporta anche negli altri partecipanti la necessità di verificare più spesso la posizione e valutare dove sia opportuno andare per tornare alle auto senza sbagliare percorso.

Verso le 17 siamo alle auto ben contenti di una escursione lunga, varia e con molti saliscendi che assicurano la necessaria fatica nelle gambe.
Fatica necessaria per rendere la soddisfazione della giornata piena.

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