Pubblicato il 26 marzo 2018

Per cosa Combattiamo (Brescia, 24.03.2018) – recensione

brescia-3

Venerdì sera Azione Studentesca Brescia ha ospitato la Comunità Militante Raido, che ha tenuto una conferenza dal titolo “Per cosa combattiamo”, specificando che tale titolo è un’affermazione e non una domanda. I camerati di Raido hanno parlato del valore e del significato del combattimento muovendo dalla propria esperienza comunitaria di oltre 20 anni sul territorio romano. Per prima cosa si è voluto sottolineare il fatto che ancor prima di comprendere quali siano i fini del proprio combattimento, bisogna avere chiaro che cosa sia un combattimento

Infatti combattere è il contrario di agitarsi in maniera scomposta; gli slogan, i buoni ideali, le valide iniziative, le manifestazioni in piazza ecc. rimangono sterili e fini a se stessi, se non sono accompagnati da un lavoro coordinato, continuo, deciso, paziente e duraturo. È meglio fare di meno ma farlo bene e con costanza che fare molto per poco tempo. Poi si è proseguito spiegando contro chi combattiamo: il mondo moderno. Quel mondo che persegue un progresso “puramente materiale” (René Guenón); quello stesso mondo pieno di contraddizioni dominato dal più grande nemico dell’uomo: l’individualismo. Ma che cos’è l’individualismo? È la rinuncia di ogni valore alto e nobile, di ogni possibilità che l’uomo ha di elevarsi e di realizzare la propria natura divina e spirituale. 

Individualismo è sostanzialmente piegarsi alla propria natura inferiore, legata agli istinti e alle passioni irrazionali, alla pura istintività e alla viltà di chi vive solo in funzione del proprio tornaconto, e in definitiva a tutto ciò che rimanda alla propria contingente individualità umana in modo da gonfiare il proprio ego. Ma una vita vissuta solo per se stessi, in maniera egoistica, è una vita in fondo priva di senso, una vita impregnata di nichilismo, perché l’ego non è che un’effimera illusione: l’Uomo (corpo, anima e spirito) che è ben altra cosa dall’ego, è un simbolo nel nostro piano della realtà del Principio che tutto ha creato e al quale tutto deve ritornare. Distaccato da Dio, un individuo non è nulla… e sul nulla infatti si fonda l’individualismo. E con esso il mondo moderno. 

brescia-2

Le istituzioni che incarnano questi disvalori della modernità, come le lobby giudeo-massoniche, le banche, le ideologie progressiste, le sette neo spiritualiste, le forze occulte della controiniziazione ecc. altro non sono che proiezioni esteriori dei nostri nemici interiori. Infatti il vero combattimento, la “grande Guerra Santa”, si svolge in interiore homine, perché l’essere umano è in un certo senso il campo di battaglia tra le forze infere le forze celesti. Bisogna scegliere se arrendersi alle seduzioni di questo mondo che ci vorrebbero rendere degli esseri subumani oppure se lasciar fiorire il seme spirituale che abita in noi. Da un lato la via comoda e “borghese” di chi svende la propria anima in cambio dei beni effimeri che questo mondo promette e dall’altro la “via stretta” di chi rinuncia alle illusioni mondane per guadagnare dei beni incorruttibili. 

Infine dopo aver ben delineato contro chi combattiamo, è stato finalmente messo in luce per cosa combattiamo: la Tradizione. Quest’ultima non è e non deve essere una parola vuota, e ogni militante dovrebbe darne testimonianza con i fatti più che a parole. Il metafisico Guido De Giorgio ha definito la Tradizione “il sistema stesso delle verità rivelate, controllate, approfondite e applicate su tutti i piani, da quello metafisico e propriamente sacro fino alle ultime sfere di sviluppo dell’attività umana“. Se la Tradizione permea ogni sfera dell’attività umana, allora ciascun militante deve impegnarsi affinché ogni propria azione, finanche la più piccola, sia l’espressione dei valori tradizionali, quali l’Onore, il Coraggio, la Fedeltà, il Sacrificio, la Gerarchia ecc. 

Tutto ciò però non si improvvisa ma è frutto di un serio lavoro su se stessi e contro se stessi, perciò occorre assolutamente una salda formazione (per “dare forma all’azione”, appunto), come ha insegnato Julius Evola: “Prima di pensare ad azioni esteriori, spesso dettate solo da momentanei entusiasmi, senza radici profonde, si dovrebbe pensare alla formazione di sé, all’azione su sé, contro tutto ciò che è informe, sfuggente o borghese“. 

La serata è proseguita con una cena gustosa e abbondante gentilmente preparata dai camerati di Azione Studentesca Brescia e si è poi conclusa in maniera goliardica con alcune canzoni del repertorio dei romani Zündapp che sono state molto apprezzate dai presenti. Cori e belle cantate tra birre e voci che cantano all’unisono, fino a tarda sera, ripercorrendo le canzoni più belle della musica alternativa, che accendono i cuori e che sono gli inni più forti nella vita da combattimento.