Pubblicato il 24 aprile 2018

Presentazione del libro “La religione dei romani”, 21-04-2018 (recensione)

cofIl 21 Aprile, Natale di Roma, è una data fondante nel calendario di Raido. Per questo ogni anno viene ricordata, per riportare al cuore quella Romanità viva, fatta di luminosi exempla, che è la nostra Orma.

Il secondo appuntamento che Raido, quest’anno, ha dedicato a Roma (la settimana precedente già Mario Polia era intervenuto affrontando il concetto di “Imperium”) è stata la presentazione della nuova edizione del libro La religione dei romani (celebre titolo, arricchito con nuovi contenuti), ospitandone l’autore, il prof. Renato Del Ponte, e l’avvocato Stefano Bianchi, studioso e cultore del diritto e della religione di Roma.

collage-roma-striscioniL’incontro è stato aperto con un intervento di Raido, che ha delineato il senso per cui ancora oggi Roma è per noi un punto di riferimento. La Romanità vera non appartiene alle forme del passato, da rievocare in maniera nostalgica, ma è una realtà da vivere quotidianamente: tramite l’azione, seguendone il solco tracciato. Parlarne, il giorno della sua nascita, è un atto di testimonianza doveroso, oggi come non mai: ne riafferma la continuità di Spirito. Per questo è però fondamentale lo studio e la conoscenza delle forme nella quale la Tradizione si è manifestata in Roma: per trarne lo Spirito – oltre le vestigia – e vivificarlo nelle modalità più adeguate ai tempi. Più adeguate contro i tempi.

Ancora, è stato ricordato come Roma, poiché eterna, oltrepassa i limiti di tempo e spazio. Essa infatti esisteva ancor prima della sua fondazione (in quanto diretta espressione della Tradizione primordiale) ed è rimasta la stessa nei suoi caratteri essenziali, oltre i secoli e anche tramite l’incontro con il Cristianesimo, gettando i semi di quella che sarà l’Idea imperiale del Medioevo ghibellino.

locandina-del-ponteIn seguito ha preso la parola per un breve saluto Stefano Bianchi, sottolineando come per l’uomo romano fosse evidente l’origine sacra sua e dell’Urbe. Egli era cosciente che il Sacro fosse qualcosa da vivificare ogni giorno, in ogni momento. Mai il favore degli Dei era qualcosa di acquisito. Ciò appariva evidente dal pedissequo rispetto delle leggi che, tramite il concetto di fas, non conoscevano soluzione di continuità con la sfera religiosa. Da ciò, l’estrema attenzione che ogni cittadino romano poneva nel rispettare le regole divine, prima di compiere una qualsiasi azione, in special modo nell’ambito bellico. Sono stati poi affrontati i principali istituti del diritto sacro, su cui si fondò la grandezza di Roma. Questi erano i Sacra, ovvero l’insieme delle pratiche religiose e di culto, volte a mantenere solida la “pace” con le divinità (la Pax Deorum), e gli Auspicia, pratica divinatoria con la quale gli àuguri, leggendo il volo degli uccelli, interpretavano il volere degli Dei, decretando così cosa fosse fas (conforme alla Volontà divina) o nefas (difforme dalla Volontà divina).

Prende infine la parola il prof. Del Ponte, da una parte facendo una panoramica del libro, dall’altra snocciolando gli approfondimenti di questa nuova edizione, tramite i quali è possibile cogliere ulteriori aspetti della religione romana, per conoscerla ancor più da vicino. Degni di nota sono i nuovi approfondimenti sugli indigitamenta: pratiche evocatorie svolte con particolari movimenti delle dita, rivolte a divinità diverse a seconda dei casi, che trovano un fedele corrispettivo tra nei mudra delle tradizioni vedica e tantrica. Si appalesa così la parentela tra religioni anche molto distanti geograficamente, resa possibile solamente dalla comune origine metafisica. Si è poi parlato di Terza Roma: quella della Mosca degli Zar (Cesari), erede di Costantinopoli (la seconda), che ha trovato origine in Roma stessa.

Emerge dall’incontro l’invito, che ci fa Roma, alla sacralizzazione di ogni nostra giornata, di ogni nostra azione. Ancora una volta, Roma, nella sua luminosità, indica la strada da seguire, è l’Orma per salvarci dall’oscurità imperante, tra ostacoli e le trappole della modernità.