Perché non c’è pace senza giustizia. Dopo il genocidio di Gaza, adesso è il tempo dell’aggressione all’Iran: il recente attacco che ha colpito la nazione sciita è solo l’ultimo capitolo di una strategia decennale che oggi si palesa nel modo più spietato.
Analisti e politici, prelati ed esperti delle tv sono complici prezzolati al servizio dei padroni, capaci solo di applicare il ‘doppio standard’ a seconda dei soggetti coinvolti: invocano il diritto internazionale per l’Ucraina ma poi tacciono quando questo è calpestato come nel caso dell’Iran. Reo solo di non essersi allineato ai diktat occidentali.
E le risoluzioni ONU? Carta straccia. Tanta confusione e nessuna presa di posizione. Così, passa l’ennesima storiella che criminalizza Teheran per l’uso del nucleare civile ipotizzando usi militari. La stessa storia delle armi chimiche di Saddam o dei crimini contro l’umanità di Assad.
Quello che vediamo oggi è il risultato del servilismo verso gli interessi dell’entità di occupazione, abbattendo governi arabi e nazionalistici, che garantivano stabilità a tutta la regione, però sbianchettando la fedina di qualche terrorista salafita per poi metterlo a capo di governi corrotti ma innocui per Tel Aviv. Mentre i pogrom contro i cristiani avvengono sull’altra sponda del Mediterraneo nel complice silenzio dell’Occidente pseudo cristiano che brandisce lo spauracchio dell’Islam sciita.
Ma l’attacco all’Iran è anche un’enorme arma di distrazione di massa. Finalizzata a distogliere la pubblica opinione dal massacro di Gaza che ha portato la solidarietà internazionale ad Israele ai minimi storici dal 1948.
La soluzione allora? È anzitutto una questione di visione del mondo. Perché prima della dimensione politica e militare, qui ci sono due visioni del mondo opposte a fronteggiarsi.
Oggi più che mai la Palestina non finisce in Cisgiordania o nella West Bank. Palestina è la patria degli uomini liberi, che resistono contro l’imperialismo di oggi e di ieri. L’imperialismo del “grande” e “piccolo” Satana stringe in una tenaglia uno degli ultimi popoli liberi rimasti a combattere per la Terra Santa e aggredisce unilateralmente la nazione persiana. Il Medio Oriente, e la Terra Santa in questo particolare momento, sono l’epicentro dei destini di questo mondo.
Chi ha una visione spirituale del mondo comprende che viviamo i ‘tempi ultimi’ dello scontro tra due visioni del mondo, irriducibili l’una all’altra, che si scontreranno per la battaglia finale.
Sta a ognuno di noi scegliere da che parte stare.
Noi abbiamo scelto.







