
Di Mario e di noi, parte della sua memoria vivente…
Salutiamo un nostro “fratello maggiore”, così come ci ha insegnato a chiamare e ad amare Adriano Romualdi. Una presenza costante e coerente fin dai primi passi di Raido con cui si imbatté, in una delle sue spavalde incursioni in territori sconosciuti.
Uomo unico nel suo genere, sempre pronto a dare battaglia sulla via dell’onore, senza mai perdere il buonumore che lo contraddistingueva. All’inizio fu il tratto di collegamento tra noi e quel mondo di ex combattenti che da lontano appariva chiuso e schivo ma che, grazie a lui, ci apparve invece per quello che era, più vivo e rivoluzionario di tante figure da operetta.
Ora, che Mario ha lasciato le sue spoglie mortali, di lui rimane l’esempio, tracciato nel solco di una visione straordinariamente singolare. Ha amato e servito l’Idea, quella di un mondo antico, che di coraggio e fedeltà ne fece cardo e decumano. Lo fece, con una camicia a fiori e i capelli lunghi, capaci di andare di traverso addirittura a Pasolini.
Noi, evoliani e tradizionalisti, che collaboravamo con un personaggio come Merlino! Era sorprendentemente formativo rapportarsi con lui, passava da Socrate a Platone, ti prendeva in giro e approdando a Brasillach, La Rochelle, Mishima, Ezra Pound, tornava poi ancora a Michelstaedter. Un mare di filosofia, genio, sagacia e conoscenze profonde.
“Sentiero di montagna, verso l’eremo di Sant’Agapito, nelle alpi bellunesi, nello zaino “Orientamenti”. Come Drieu al fronte con lo Zarathustra ed il fucile in spalla. Il sole filtra tra gli alberi odorosi di pioggia e disegna metafisiche geometrie sulle pietre muscose. Ed il vento racconta…”
Ci scopriamo fieri di aver condiviso tante esperienze al suo fianco. Appuntamenti, conferenze, riunioni, convegni, iniziative editoriali, cene, risate, riflessioni. Fino a quel viaggio insieme per visitare, per l’ultima volta, un luogo caro. In silenzio e, nonostante un fisico ormai provato, sempre in piedi e con la schiena dritta: “Ero qui a 15 anni e domani ne compio 80. Qui ho iniziato e qui finisco. Se fosse una storia, sarebbe finita. Ma non è una storia, è uno stile di vita”.
Sono passati quasi trent’anni da quel primo incontro in via Scirè…. un percorso fatto di cameratismo vero, profondo, vivente, capace di ricomprendere prossimità ma anche distanze che si incrociavano per paradossi. Mario ci ha aperto alcuni meandri del cuore a noi sconosciuti, indicando sentieri oltre confine e mostrando cosa vi fosse di buono oltre le linee nemiche. Quello che si vede germogliare intorno a noi, va scritto, in parte lo si deve a lui. Anche in suo nome, quindi, porteremo avanti la fiaccola, con la stessa forza e lo stesso sorriso.
“Amore e coraggio non sono soggetti a processo“
Robert Brasillach
Affezionato amico e collaboratore, oltre ai tanti momenti indimenticabili, i segni del suo lavoro e del suo incondizionato sacrificio disinteressato rimangono nel bollettino di Raido, nella rivista Fuoco, nella Casa Editrice e in tante irripetibili registrazioni: irripetibili nelle battute dei fuori onda, irripetibili nella bellezza delle immagini evocate dalle sue parole. A noi, resta il privilegio di aver condiviso un grande tratto di strada e il dovere di custodirne l’eredità culturale.
“Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità.”
Ezra Pound
A lui va il nostro cameratesco saluto, certi che il suo cammino prosegua verso quella Patria immortale di chi non ha mai tradito e che non potrà mai essere conquistata né distrutta. In alto i cuori!
Comunità Militante Raido







