Se due anni fa ti avessimo detto che oggi per prendere un treno o sederti al bar avresti dovuto esibire un lasciapassare, ci avresti presi per pazzi complottisti.
Ma ora che tutto ciò è realtà, da che parte stai?
L’opzione più comoda già la sai: quella di chiudere gli occhi, abbassare ancora una volta la testa e accettare anche questa imposizione da un governo che in un anno e mezzo di pandemia ha detto e fatto tutto e il contrario di tutto.
E hai anche un bersaglio comodo con cui prendertela: i boomer esagitati in piazza che ti fanno vedere in tv, i “no vax”, bestie terrapiattiste che mettono a repentaglio la salute tua e dei tuoi amici.
Oppure no.
C’è un’alternativa, ma è la strada più difficile. Aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà, oltre la narrazione di politici, scienziati, giornalisti e professoroni.
Tutti, meschinamente, allineati sulla stessa posizione – alla faccia del pluralismo! – posizione che poi però cambia una volta a settimana – ci hai fatto caso? Un giorno AstraZeneca fa male agli anziani, il giorno dopo è un toccasana; ieri la terza dose non serviva, oggi è necessaria per evitare la catastrofe; prima l’immunità di gregge era il 70%, poi si è deciso che corrisponde al 90% della popolazione… ora addirittura il 99%.
Tutto ciò non ti ricorda le tecniche usate dal Ministero della Verità in “1984” di George Orwell, che cambiava continuamente il proprio nemico convincendo la massa che il nuovo avversario, prima alleato, lo fosse in realtà sempre stato?
Insomma, aprendo gli occhi, come dopo un brusco risveglio, all’inizio la luce ti farà un po’ male, ma poi ti abituerai e vedrai una gran confusione spacciata per verità indiscutibile!
E allora ti farai qualche domanda in più.
Ti chiederai se mettere gli italiani gli uni contro gli altri, in una sterile lotta tra “pro” e “no” vax, forse fa comodo a qualcuno, che da una guerra tra poveri ha solo da guadagnare.
Non è una questione di dire sì o no al vaccino: il green pass è una misura che condiziona la nostra libertà a forme di controllo preoccupanti. Oggi per entrare all’università ti chiedono se sei immune. Cosa gli impedirà domani di farti prendere il treno, per esempio, solo se sei un bravo cittadino che paga sempre le multe, ha la macchina elettrica o che esercita il diritto di voto alle elezioni?
Fantascienza? Gombloddo? Forse.
Ma l’unico Stato che aveva qualcosa di simile al green pass già prima della pandemia era il totalitarismo comunista cinese, con il suo “sistema di credito sociale”.
Sai che cos’è? È un sistema nazionale con cui il governo classifica la reputazione dei propri cittadini. Come in un social network dove al posto dei like ci sono le vite delle persone e la possibilità – o meno – di godere della loro libertà. Tradotto: se fa il bravo, ti diamo i servizi; se no, puoi crepare da solo. Vi ricorda qualcosa? Proprio in questi giorni si parla di negare l’assistenza sanitaria ai non vaccinati…!
Per tutto questo il green pass va combattuto. E il coronavirus non c’entra nulla.
E’ tempo di andare oltre le opposte fazioni sul vaccino, che fanno comodo solo a chi ci vuole gli uni contro gli altri.
Apri gli occhi e unisciti a noi!



