Domenica 16 giugno, presso Campolungo di Amandola, si è svolto un incontro dal titolo “Rutilio Sermonti – Una vita di pensiero e militanza”. Il ritrovo ha visto la presenza di varie comunità e singoli del territorio. Dopo un piccolo ricordo a più voci e il doveroso Presente, l’evento è proseguito con un pranzo conviviale. Riportiamo di seguito l’intervento tenuto da Raido alla giornata di commemorazione.
Dopo il saluto a nome della Comunità Militante di Raido a tutte le comunità presenti, ai singoli, agli organizzatori, in particolare ad Aries, Nuove Sintesi e Fides, dobbiamo rivolgere innanzitutto un saluto anche a tutti coloro presenti in spirito, innanzitutto a Davide e a tutti i nostri caduti. A dieci anni dal passaggio ulteriore, lo spirito di Rutilio aleggia sempre su di noi che siamo qui a ricordarlo – a riportare al cuore, cioè, il suo esempio. Il leone che ha attraversato due secoli si staglia perenne sul nostro orizzonte.
L’importante anniversario dei dieci anni – incredibile come voli il tempo – è un anniversario particolare, perché tra l’altro coincide con il trentennale dalla fondazione della Comunità di Raido che Rutilio – insieme a tanti uomini straordinari – ha accompagnato fin dal primo giorno. Non è un caso che fu proprio lui ad inaugurare la nostra mitica sede di Via Scirè 19, trenta anni fa.
Sulla sua funzione necessaria, sul patrimonio trasmesso, sulla inestimabile eredità che ci ha lasciato – come tutti sanno – potremmo parlare per ore. Nonostante ciò non riusciremmo comunque a circoscrivere la sua immensa opera. Per tale ragione non ci soffermeremo su questo. Il primo luogo per l’importanza della sua adesione, sacra e guerriera all’armonia divina, da cui derivano la qualificazione e le sue capacità nel saper affrontare con disinvoltura, ogni campo delle possibilità umane. Politica, Sport, Letteratura, Attività militare.
Poi ancora, è stato illustratore, avvocato, fine ceramista, scultore, fumettista, giurista e storico. Ancora oggi, come abbiamo espresso in NIEMALS, l’ultimo libro edito da Cinabro Edizioni, scopriamo cose nuove di cui non eravamo a conoscenza.
Ad esempio molti probabilmente non conosceranno il Parco della Preistoria di Rivolta d’Adda dove Rutilio realizzò numerosi animali preistorici a grandezza naturale, oppure le tante ricostruzioni di animali che sono esposti in molti musei di storia naturale di mezza Europa. Oltre a tante altre cose fatte, qui celebreremo l’essenziale, cioè l’importanza del fatto che sia stato un autentico guerriero che incarnava in modo preciso il modello di uomo romano, rigoroso, leale, marmoreo. Ideale raggiunto nella sua disposizione militare e militante; uomo che incendiava i cuori e che ancora oggi incendia gli animi di tanti ragazzi.
Un uomo che infondeva coraggio, sempre sul campo di battaglia, a discapito delle sue esigenze personali e di quelle della propria famiglia.
Rutilio era Kurukshetra, era il luogo visibile del campo di battaglia, dove si compie la grande (quella dentro si sé) e la piccola (quella fuori di sé) guerra santa. Tema a lui caro e per certi versi di terribile attualità in questi giorni. Oggi è su questo che ci concentreremo.
Il ricordo oggi qui è doveroso, nobile, necessario ma noi dobbiamo sapere di essere dei privilegiati a custodirlo. Mantenere la memoria di un uomo illuminato e illuminante, che è stato capace di incidere sulle nostre vite è un privilegio immenso, un onore ma anche un onere. Dobbiamo essere sinceri con noi stessi, le nostre vite erano diverse prima di conoscerlo, però non ci dobbiamo limitare al ricordo, alla commemorazione, all’appuntamento annuale. Come ben sappiamo la memoria si onora con l’azione, ogni giorno! Guai se a Rutilio, offrissimo un esercizio museale, una sorta di alibi assolutorio per le nostre vite borghesi sfuggenti e per eventi estemporanei.
Per tale motivo non dobbiamo spedire la sua figura su Marte come se fosse un alieno venuto dallo spazio. Sarebbe troppo comodo! Rutilio era un uomo sì eccezionale ma, un uomo, un esempio, che sta a noi come singoli e comunità viventi – non come circoli intellettuali capaci di fare grande analisi su tutto e poi di non incarnare niente – far vivere ogni giorno. Non un oggetto di studio, di analisi o di approfondimento. Spesso Rutilio affermava che non esiste centro, destra, sinistra, progresso o conservazione. Diceva “per noi esiste la Tradizione che siamo noi e la sovversione – che sono tutti gli altri, i nemici. Altre posizioni, non esistono.” E’ per tutto questo che siamo “forza combattente in territorio nemico” dove il territorio, sono tutti gli ambiti entro cui si svolge la nostra vita quotidiana. Una forza combattente in territorio nemico, in servizio permanente effettivo.
Negli ultimi giorni diceva, “lasciatemi continuare a combattere”, “non mi interessa vivere biologicamente, io non intendo morire spiritualmente”. “Le idee che ho trasmesso non sono mie, vengono dai secoli e non debbono morire con me”. Da chi dipende, tutto questo? Solo da noi! Dobbiamo esserne consapevoli. Come diceva Ezra Pound: “solo quello che si ama veramente rimane, il resto sono scorie”. Allora, se amiamo veramente Rutilio, se vogliamo veramente difendere Rutilio e la sua eredità, dobbiamo aderire a quella patria che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta. Per concludere, ci lasciamo con le parole che Rutilio che ci ha trasmesso e che devono essere per noi, un marchio di coraggio, lotta ed onore: “Dio è dentro di voi, evocatelo per la vittoria”.
Rutilio Sermonti: Presente!
Comunità Militante Raido







